DISAGIO
Gli altri mi mettano nelle condizioni
Di contattare i miei disagi ,
da solo non sarebbe mai possibile
ma poi che significa esser soli?
a volte mi sento più solo
In un gremita calca di gente
Che immerso nel verde silvestre
di una fitta E torreggiante pineta
forse, caro vasco
non è poi tanto vero che siamo soli
più che sperimento la solitudine
più mi accorgo che è solamente
il disagio di vivere la moltitudine
la strada più volte mi ha mostrato
l’inganno che si cela dietro
il sentirsi abbandonato
un inganno chiamato indifferenza
menzogna di una vita che aspettando
che qualcuno si muova
non si impegna mai ad una partenza
pretenzioso e presuntuoso atteggiamento
che nascosto dietro quella goccia di disagio
diviene a poco a poco uno stagno di tormento
lì nella palude stige mi trovo in solitudine
non si sta poi tanto bene fra zanzare e rane
è lì che tocco con mano
quanto ciò che ho ignorato
accresce ciò che in me
cerca qualcosa per esser trasformato
è quel bussare alla porta che chiamo disagio
degno più di qualsiasi altro ospite
di esser accolto, curato, ascoltato
prima che annunci il cattivo presagio

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