ALL’ULTIMA GOCCIAQuel che vedo è in me
Quello che osservo si attiva dentro di me
Quello su cui mantengo la mia attenzione risponde attraverso di me e provoca una sensazione…
Quello è il mio centro del momento,è dove mi trovo rispetto a quella qualitàè come risuono rispetto a quella frequenza
è quello che sono e che vuole crescere…perché?.....................non esiste un perchéè così che funziona
quello che sono cerca di trovare qualcosa di meglioattraverso quello che va a incontrare
vi sono infiniti piani di contatto,la vera crescita è quella che rispetta ciò che emergeciò che è prontociò che affiora e chiama …
si, è anche possibile penetrarema si crea ancora doloresenza sapere come potremmo reagire…
si può anche veleggiare al di soprama si finisce per non sentirsi più,perdendo il gusto, il nutrimento,assopendosi e intorpidendosinell’inconsapevole apatiache giorno dopo giorno ti porta via…
oggi ci si divide in due grandi eserciti
l’incisivo ostinato….sempre ad aspettare che qualcuno si dia una mossa e mai a partire
l’apatico recriminante…sempre a chiedersi come mai non lo lasciano respirareo meglio spirare in pace
due vecchi generaliunici sopravvissutidopo infinite battaglie
insieme in un vecchio locale dissestatoteste chine, schiene curvesguardi fissi sulla luce riflessa dal bicchiere di whiskyin attesa di qualcosa...
che ad un tratto arriva…
si alzano le teste,si incrociano gli occhi,per la prima volta si riconoscono,un vecchio brivido percorre il tremoredi un brindisi all’ultima goccia…..e di quel volo del vetro che lanciato alle spalle va in frantumi nel fuoco
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